Geopiano quadrato

Geopiano quadrato

Geopiano quadrato

Cos’è?

È una risorsa didattica creata dal matematico egiziano Caleb Gattegno nel 1960 che ci permette introdurre i concetti geometrici attraverso l’uso di mani e dita. Questo favorisce una maggiore comprensione di tutti quei concetti astratti che generalmente inducono gli alunni all’errore.

Si tratta di un tabellone quadrato con sporgenze che formano una trama, con punti equidistanti tra di loro, dove è possibile agganciare gli elastici, che ci permetteranno di rappresentare le diverse figure, così da scoprire la relazione tra superficie e volume, approfondire e comprendere meglio i concetti di aree e piani geometrici e associare i contenuti della geometria all’algebra e al calcolo.

La distribuzione quadricolata del geopiano quadrato permette l’apprendimento, attraverso l’uso di mani e dita e visivamente, della tavola pitagorica.

Il suo facile uso permette di passare velocemente da un’attività all’altra, cosa che permette catturare continuamente l’attenzione degli alunni.

Per chi è?

Si può iniziare a usare nei primi anni di scuola, anche se è consigliato soprattutto a partire dai 9-10 anni (ultimi 3 anni della Scuola Primaria).

Sono necessarie molte ore di lavoro, per poter sperimentare con il geopiano, prima di iniziare attività più impegnative.

Ai piccoli piace creare figure, lettere o semplici disegni. I bambini e le bambine più grandi, invece, creeranno disegni e progetti più complessi.

Scopriranno proprietà matematiche che verranno rafforzate successivamente e con esercizi specifici.

Come si gioca?

Con il Geopiano Quadrato sono possibili molteplici attività:

– Libertà di costruzione: utilizzo degli elastici per creare disegni a piacere e lavorare sulla psicomotricità fine.

– Rappresentazione di forme geometriche: uso degli elastici per lavorare sulla geometria del piano e sui concetti matematici basici: scalare, spostare, simmetria, ecc.

– Rappresentazione di forme della vita quotidiana: uso degli elastici per costruire oggetti in due dimensioni, “copiando” un modello predeterminato.

– Costruzione delle figure del tangram cinese.

– Rappresentazione della tavola pitagorica: si lavora sui concetti matematici attraverso l’uso di mani e dita.

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Cosa sviluppa?

– La rappresentazione della geometria in modo ludico e attrattivo nei primi anni.

– La rappresentazione delle figure geometriche prima che il bambino/a acquisti l’abilità manuale per rappresentarle.

– Lo sviluppo della creatività mediante la composizione e decomposizione di figure geometriche nell’ambito del gioco libero.

– L’acquisto di una maggiore autonomia intellettuale degli alunni, rafforzando, mediante attività libere e dirette, la possibilità di scoprire da soli alcune delle conoscenze geometriche basiche.

– Lo sviluppo della reversibilità del pensiero: con la veloce e facile manipolazione degli elastici si permette la realizzazione di diverse trasformazioni e, contemporaneamente, poter ritornare nella posizione iniziale, disfacendo il movimento.

– Il lavoro di nozioni topologiche basiche: linee aperte, chiuse, confine, regione…

– Il riconoscimento delle forme geometriche piane.

– Lo sviluppo dell’orientazione nello spazio.

– Il riconoscimento e l’acquisto della nozione di angolo, vertice e lato.

– La composizione e decomposizione di figure attraverso la superposizione di poligoni.

– L’introduzione alla classificazione dei poligoni a partire da attività di conteggio dei lati.

– L’acquisizione del concetto intuitivo di superficie attraverso le griglie che contiene ogni poligono.

– L’introduzione dei movimenti del piano, dato che si può girare il geopiano e vedere la stessa figura da punti di vista diversi.

– Lo sviluppo delle simmetrie e la nozione di rotazione.

– Il sostegno della creatività degli alunnie l’interesse a partecipare al proprio processo di apprendimento.

Per approfondire meglio queste attività, si possono scaricare le istruzioni complete e le molteplici figure nei seguenti PDF:

Descarga las instrucciones Descarga las figuras

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